malware


 

Windows, OS X, iOS e Android sono tutti dei malware?

 
La colpevole pigrizia da utilizzatori finali di un sistema di comunicazione globalizzato induce molti di noi a lavorare con sistemi operativi come Windows. L’uso di Linux appare ancora complesso, anche se non lo è, e optare per mcIntosh è ancora molto costoso. Pigrizia e bassi budget ci mettono così nelle mani, nella rete, dei grandi software proprietari. In un intervento di Giuseppe Migliorino apparso on line un anno fa, si leggeva che Richard Stallman, uno dei creatori di Linux, aveva scritto per il Guardian un articolo dove denunciava gran parte degli attuali sistemi operativi come dei malware, malicious software quindi, facenti tutti parte di quelle tipologie di software intrusivo o malevolo che infestano la rete e rallentano le operazioni di milioni di utenti nel mondo. Software malevoli quindi, usati per disturbare le operazioni svolte da un computer, rubare informazioni sensibili, accedere a sistemi informatici privati, o mostrare pubblicità indesiderata.
 
Stallman ritiene che qualsiasi sistema operativo che non sia open source e distribuito gratuitamente può essere considerato un malware: “Nel ventunesimo secolo, il software proprietario è per i polli”.  In altri termini, per Stallman gran parte dei sistemi operativi in commercio, sia desktop che iOS, è stata progettata per spiare gli utenti, controllare i DRM e avere delle backdoor da poter sfruttare per scopi malevoli. Anche le app a pagamento contengono malware, spiano gli utenti e comunicano i dati alle aziende.
 
Volendo credere a Stallman si direbbe che oggi non ci si possa fidare di qualsivoglia software proprietario. Linus e l'open source sono la soluzione obbligata per sfuggire al controllo cibernetico?  
 
N.d.R.C.