capitan burlesque


Burlesque ma non troppo

In un film d’animazione di due anni fa, Alan Burlesque, con un nome da avanspettacolo e la fisionomia palesemente riconoscibile, è un capo di governo dalla notevole fame di potere, a prova di indagini giudiziarie, inchieste giornalistiche, ricatti di “amici”, nemici scomodi e scandali sessuali.
 
Oggi Capitan Burlesque, nonostante tutti i “coccodrilli” irridenti che sono stati scritti sul suo declino fisico e sull’eclisse politica che lo vede sempre più alle corde assieme al suo partito, è ancora abbondantemente presente nelle news di tutti i media, ora molto commossi dalla sua aorta insufficiente. Il cavaliere malato fa ancora ascolti da star tra un popolo incline a dimenticare, rimuovere, non comprendere la “politica” e l’indole dei suoi padroni, la razza che lo spolpa e l’umilia ogni giorno che passa. Sarebbe auspicabile che il suddetto vecchietto se ne andasse in dorata pensione, e i media lo lasciassero in buona compagnia delle sue parche, liberando così tutto un popolo dalla invadente presenza della sua maschera da commedia dell’arte minore.    N.d.R.C.
 
 
Per non dimenticare e magari riflettere, con la necessaria ironia, sull'ultimo ventennio di storia italiana e il rifiuto di tutto un paese di guardare la realtà della classe politica che ha sostenuto, nutrito e poi fatto a pezzi Capitan Burlesque, può essere utile la visione di un film d’animazione del 2014 dove il regista Marco Pavone mette il Burqa a oscure presenze, animando una metafora degli ultimi 20 anni di vita italiana con cavalieri capaci di cavalcare impunemente inchieste e scandali.      
 
 
video I Burqa 
 

 

 
Alan Burlesque è un capo di governo dal potere apparentemente illimitato, con un passato da comandante di navi da crociera che ricorda quello di Capitan Schettino. La sua vita si divide tra politica, affari e sesso. Niente sembra in grado di poter scalfire la solidità del suo “regno”. Indagini giudiziarie, inchieste giornalistiche, ricatti da parte degli “amici”, scandali sessuali: sembra che nulla possa ostacolare la sua scalata. Uno dopo l’altro i suoi nemici spariscono dalla scena politica e sociale del paese. C’è solo un’oscura presenza, una donna vestita col burqa e armata di una grossa falce metaforicamente vicina all’immagine della morte, che Alan non sa eliminare dalla propria vita.
 
 
«BURQA è un film che racconta gli ultimi venti anni di storia italiana, concentrandosi sul rifiuto della realtà di una classe dirigente affetta da narcisismo. Ma è soprattutto un atto d’accusa contro una società civile che ha permesso questo genere di degenerazione, e che oggi paga il prezzo di questa incoscienza. Il tutto attraverso un thriller psicologico teso che affonda lo sguardo nelle profondità della psiche malata e visionaria del protagonista».
 
Marco Pavone