storie d'amicizia


 

Paesaggi  bioculturali mutanti  fanno da scenario al ricordo di Walter Benjamin, al racconto della sua vita, della sua estetica.
 
Gershom Scholem, Walter Benjamin Storia di un’amicizia, 2008,gli Adelphi
 

Dal libro della memoria che il grande storico del giudaismo Gershom Scholem ha dedicato al suo amico Walter Benjamin, un documento importante per la storia intellettuale di questo secolo.


Dal 1915, dal loro primo incontro a Berlino nel 1940, all’anno del suicidio di Benjamin al confine dei Pirenei, i due giovani hanno mantenuto stretti scambi intellettuali, sulla base di una profonda amicizia. Eppure le loro scelte di vita sono stati rapidamente divergenti. Influenzato dal sionismo nel 1923 Scholem ha lasciato Berlino per Gerusalemme, dove diventerà uno dei più famosi studiosi ebrei che lavoreranno sulla mistica ebraica. Benjamin ha viaggiato incessantemente, prima di essere costretto dopo il 1933 all’esilio in Francia. Tenta di conciliare la speranza marxista con l’influenza sotterranea del messianismo ebraico, i suoi scritti si disperdono in più frammenti.


A noi giungono frammenti di memoria a illuminare la storia di un secolo breve, violento e appena passato. Ci mostrano la pericolosità del remake di sceneggiature funeste. N.d.R.C.

 

 
video I Des Histoires d’amitie I Walter Benjamin
 

 
Walter Benjamin
 
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Walter Bendix Schoenflies Benjamin (Charlottenburg, 15 luglio 1892 – Portbou, 26 settembre 1940) è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco.
 
 
Benjamin nasce a Berlino il 15 luglio del 1892, in una famiglia ebraica. Il padre, Emil, era un ricco antiquario e la madre, Paula Schönflies, proveniva da un'agiata famiglia di commercianti. A Walter seguono altri due figli: Dora (che morirà a Zurigo nel 1946) e Georg (futuro dirigente del Partito Comunista Tedesco, che morirà nel 1942 nel campo di concentramento di Mauthausen).
 
Tra la fine del 1939 e il maggio del 1940 scrive le Tesi sul concetto di storia, il suo ultimo lavoro e testamento spirituale. Le Tesi avrebbero dovuto essere l'introduzione del Passagen-Werk, che Benjamin non poté completare e che grazie a Georges Bataille fu nascosto e conservato alla Bibliothèque Nationale, gli abbozzi furono trovati da Giorgio Agamben nel 1981 alla Bibliothèque Nationale tra le carte di Bataille. Furono pubblicati in Italia da Einaudi, prima nel 1986 col titolo Parigi, capitale del XIX secolo e poi nel 2000 col titolo I "passages" di Parigi.
 
Il 14 giugno del 1940 Parigi è occupata dai tedeschi. Benjamin fugge verso sud nel tentativo di varcare il confine spagnolo. Il suo piano prevede di raggiungere una località di mare iberica e da lì imbarcarsi verso gli Stati Uniti dove già si erano rifugiati i suoi amici dell'Istituto per la ricerca sociale, tra cui Theodor W. Adorno.
 
Giunto nella località catalana di Port Bou il 25 settembre 1940, si vede però ritirare il visto di transito. Benjamin sente che la sua cattura da parte da parte della polizia di frontiera spagnola è probabile. Con la cattura, diverrebbe automatica l'espulsione dalla Spagna verso il territorio francese, ormai saldamente nelle mani dell'esercito nazista. Preso dal panico, la notte stessa lo scrittore si suicida con una overdose di morfina.