xylella fastidiosissima


 

Xylella, D’Amato: “UE fa orecchio da mercante”
 
11 dicembre 2015
 
“Non fate il nostro stesso errore: contro la Xylella, gli abbattimenti non servono a nulla. Occorre contenere il batterio e lavorare sul rafforzamento delle piante”. A dirlo è stato oggi Alexander Purcell, ricercatore dell’università statunitense di Berkley, che ha guidato le ricerche sul batterio che ha colpito la California. Un appello lanciato a Bruxelles nel corso del workshop dell’Efsa, l’agenzia Ue per la sicurezza alimentare, sull’emergenza Xylella. “Peccato che l’appello sia caduto nel vuoto – denuncia Rosa D’Amato, eurodeputata del Movimento 5 Stelle che ha preso parte al workshop – Per la Commissione europea, le evidenze scientifiche non contano nulla, anche se il caso californiano trova già riscontri in Puglia. Bisogna per forza ripartire da zero, condannando cosi’ gli ulivi e l’agricoltura salentini a morte certa”.
 
“E’ vergognoso quello a cui ho assistito oggi – continua la parlamentare tarantina – Ben due ricercatori, l’americano Purcell e il brasiliano Lopes, chiamati a Bruxelles alla Commissione europea proprio perché considerati tra i massimi esperti sulla Xylella, hanno chiarito, dati alla mano e sulla scorta di esperienze sul campo, che contro il batterio gli abbattimenti non servono e che un approccio integrato che miri a potenziare le buone pratiche agronomiche, e dunque la resistenza delle piante, può fermare il disseccamento degli ulivi. E’ quello che diciamo da tempo, è quello che dicono anche ricerche condotte sul campo in Puglia e diversi esperti italiani ed europei del settore. Ma Bruxelles – attacca D’Amato – ha risposto a queste evidenze sostenendo che la Xylella europea non abbia niente a che vedere con i casi californiano e brasiliano. Su che basi afferma ciò?”
 
fonte:  TRM Network
 

Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/cronaca/2015_11_12/97808.html

 

 
La vicenda Xylella inguaia ancora l'Italia
 
L'Italia è finita sotto procedura di infrazione per non aver pienamente applicato il piano UE di contenimento ed eradicazione del batterio Xylella fastidiosa approvato dal Bruxelles nel maggio 2015. La Commissione europea ha inviato a Roma una lettera di messa in mora, prima fase della procedura di infrazione, perché ritiene che l'Italia non «stia rispettando pienamente gli obblighi previsti dal piano di eradicazione della Xylella», non «stia attuando tutti i suoi impegni sull'eradicazione, contenimento e sorveglianza» del batterio che colpisce gli ulivi in Salento e in alcune località della provincia di Brindisi.
 
Pochi gli alberi abbattuti? Anche, ma non è così semplice.
«La decisione – ha aggiunto Enrico Brivio, portavoce dell'Esecutivo UE per la salute  – si basa sui risultati dell'ispezione effettuata dall'Ufficio veterinario europeo lo scorso novembre, e sulla valutazione della Commissione europea».
A quanto risulta, a far partire la lettera, pronta da diversi mesi, sono state diverse falle sia nell'applicazione del piano UE, sia nella comunicazione delle stesse a Bruxelles. Discrepanze sono emerse dal confronto tra le rilevazioni effettuate dalle autorità nazionali e notificate alla Commissione e l'audit svolto dall'ufficio veterinario UE in Puglia a novembre.
 
 
Come non bastasse, il 19 novembre è arrivata, ultima di una serie, la decisione del Tar del Lazio che ha sospeso l'applicazione della misura prevista dal piano UE che prevede gli espianti di ulivi sani e delle piante potenzialmente ospiti nel raggio di 100 metri per evitare il diffondersi del contagio.

Tutta questa confusione, oltre al fatto che i numeri comunicati dall'Italia non combaciavano con le tabelle che secondo la Commissione dovrebbero rispecchiare la tempistica e la mappatura degli interventi, hanno fatto scattare la procedura di infrazione.

 

 
Xylella e speculazione, Blasi modifica la proposta e rilancia la legge
 
Dopo la bocciatura dell’emendamento del primo articolo della legge regionale 41/2014, il consigliere regionale del Pd ritiene di aver recepito i rilievi tecnici e giuridici mossi dal Consiglio, apportando modifiche. "Se ne discuta subito"
 
16 dicembre 2015
 
BARI – Dopo la bocciatura dell’emendamento del primo articolo della legge regionale 41/2014, Sergio Blasi, consigliere regionale del Pd, ha apportato alcune modifiche e ripresentato la proposta all’ufficio della presidenza del Consiglio regionale, per l’esame delle commissioni competenti. Si tratta di una normativa che dovrebbe scongiurare speculazioni edilizie sui terreni colpiti dal male che sta affliggendo gli ulivi del Salento, e non solo.
 
E dunque, nell’ambito delle “Misure di tutela delle aree colpite da Xylella Fastidiosa e/o Codiro”, la proposta di modifica, come illustra lo stesso ex sindaco di Melpignano, si sostanzia in un articolo di due commi, che così recita, testualmente: “Al fine di garantire la continuità dell'uso agricolo e della destinazione rurale, i terreni interessati da infezione o espianto a causa della Xylella fastidiosa e/o codiro, non possono cambiare per i successivi 15 anni la tipizzazione urbanistica vigente al momento dell'accertamento dell'infezione né essere interessati dal rilascio di permessi di costruire in contrasto con la precedente destinazione urbanistica sulla base di specifiche segnalazioni da parte delle strutture regionali di cui all'articolo 2”.
 
E ancora: “Per il medesimo periodo, nei terreni di cui al comma 1 permane la destinazione urbanistica vigente al momento dell'accertamento dell'infezione con i relativi indici di edificabilità, restando altresì consentito il miglioramento fondiario ed il cambio colturale”.
 
 
La prima proposta di modifica, ribattezzata ‘Legge Blasi’, aveva avuto il placet della Commissione agricoltura, salvo scontrarsi con alcuni ostacoli in seguito, ovvero diversi rilievi mossi nel corso del Consiglio regionale del 1° dicembre scorso. Nell’occasione, erano stati sollevate varie incongruenze, soprattutto di carattere tecnico e giuridico. Da più parti si era detto, fra le altre cose, che proprio gli agricoltori onesti avrebbero corso il rischio di essere danneggiati doppiamente, dovendo subire l'eradicazione degli ulivi ammalati e nel contempo una discriminazione rispetto alla libertà d’impresa di altri agricoltori che non hanno subito il problema.
 
Secondo Blasi, la revisione apposta oggi, “ha accolto, superandoli, i rilievi sollevati in Consiglio regionale sul tema. Con maggiore convinzione, dunque, bisogna portarne a termine l’esame e arrivare presto a discuterla in Consiglio. Quello della tutela del territorio da possibili appetiti speculativi sui terreni colpiti da Xylella è un dovere a cui ritengo bisogna assolvere, accanto all’impegno per il contrasto alla diffusione del batterio”.
 
“Già oggi alcune zone della Puglia, tra cui il Salento – aggiunge, a rafforzare le sue convinzioni -, sono tra le più cementificate d’Italia, dunque non possiamo correre il rischio che i numerosi terreni agricoli che oggi sono attraversati dalla Xylella possano cambiare destinazione d’uso”.
 
 
 
da IlFattoQuotidiano.it / Ambiente & Veleni
 
Xylella: si è dimesso il commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti
 
L'ufficiale del Corpo Forestale ha lasciato l'incarico perché indagato nell'inchiesta che ha portato al sequestro di tutti gli alberi d’ulivo delle province di Lecce e Brindisi. Il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina: "Ha dato un contributo fondamentale per contrastare il fitopatogeno"
 
di F. Q. | 24 dicembre 2015
   
Si è dimesso il generale Giuseppe Silletti, ufficiale del Corpo Forestale e commissario straordinario per l’emergenza Xylella in Puglia. Silletti ha firmato una lettera inviata al capo del dipartimento della Protezione civile e al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Il generale ha fatto riferimento tra l’altro all’impossibilità di proseguire nell’incarico dopo l’inchiesta avviata dalla Procura di Lecce sull’attività della commissione. E’ infatti indagato con altre nove persone in un’inchiesta che ha portato anche al sequestro di tutti gli alberi d’ulivo delle province di Lecce e Brindisi con un decreto che vieta anche l’abbattimento (in attesa di una convalida del gip).
 
L’indagine che ha portato allo stop del “piano Silletti” è stata avviata nell’aprile del 2014: i reati contestati al commissario e agli altri 9 – ricercatori, docenti universitari, funzionari della Regione e componenti dell’Osservatorio fitosanitario regionale – sono di diffusione di una malattia delle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Secondo la Procura non vi è un nesso causale tra i fenomeni di disseccamento e l’infezione da Xylella fastidiosa. Nel frattempo il terzo piano in approvazione, quello che avrebbe fatto ripartire i tagli il 16 dicembre scorso, è stato “congelato”. Nelle scorse settimane anche il Tar del Lazio, con numerose ordinanze, aveva accolto le richieste di sospensiva di proprietari di uliveti impedendo la rimozione delle piante infette che si trovano nel raggio dei 100 metri rispetto a quelle che sono state ritenute contagiate dal batterio.
 
 
22 dicembre 2015
 
Xylella, Bruxelles a pm di Lecce: “Dati non sbagliati, avanti con taglio degli ulivi”. Ma i test furono condotti in serre bucate
 
Enrico Brivio, portavoce dell'Esecutivo comunitario per l'Ambiente, la Salute e la Sicurezza alimentare, risponde a Cataldo Motta, capo della procura salentina, che sabato scorso aveva parlato di una "falsa interpretazione dei fatti". La rimozione degli alberi, quindi, deve continuare. Ma dalle carte dell’inchiesta emerge uno dei dettagli più pesanti: le prove di patogenicità sono state condotte all’interno di vivai non a norma
 
di Tiziana Colluto | 22 dicembre 2015
   
L’Ue tira dritto sull’emergenza Xylella, nonostante l’alt della Procura di Lecce: la Commissione europea “non ha al momento alcuna indicazione del fatto che l’Italia le avrebbe comunicato dati sbagliati”, ha detto il portavoce dell’Esecutivo comunitario per l’Ambiente, la Salute e la Sicurezza alimentare, Enrico Brivio. Dunque, avanti con le procedure di eradicazione del batterio, comprese quelle di abbattimento degli ulivi. “Se gli alberi sono sotto sequestro, non si possono toccare”, si mette di traverso il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha chiesto ai pm di essere ascoltato come persona offesa e di acquisire il decreto di sequestro e le consulenze allegate per inviarle a Bruxelles. In quelle carte, tra le varie prove raccolte, c’è qualcosa di clamoroso: i test di patogenicità, vale a dire la prova del nove del rapporto di causa-effetto tra Xylella e disseccamento delle piante, sono stati condotti in serre bucate, non a norma, e sono stati avviati cinque mesi prima dell’autorizzazione rilasciata dall’Osservatorio fitosanitario nazionale.