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Istat, 50.700 senza fissa dimora

 

Il dato in aumento rispetto agli anni precedenti. Sono per la maggior parte uomini, più della metà stranieri. Una stima per grande difetto
 

 

 

Sono oltre 50.700 le persone senza fissa dimora in Italia, in aumento rispetto alle 47.648 stimate nel 2011. La stima arriva dall'Istat sulla base di coloro che nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l'indagine.
 
 

In Italia una casa su dieci è disabitata

Le case si svuotano per molti motivi, certo non solamente per le imposizioni fiscali, come vorrebbero far credere i sostenitori di una defiscalizzazione selvaggia. La caduta dei prezzi delle case e del loro mercato non è poi dovuta solo alla crisi economica generale, ma è soprattutto conseguenza del bubbone edilizio speculativo che dopo essersi gonfiato per vent’anni è scoppiato un po’ d'anni fa, facendo svanire le illusioni di chi aveva investito nel mattone come bene rifugio sicuro. Il crollo dei salari e la precarietà del lavoro, quando non la sua mancanza, hanno poi eroso le risorse delle famiglie italiane determinando da un lato la cessione alle banche degli immobili per i quali i proprietari non riuscivano più a pagare le rate dei mutui, e dall’altro la crescente insolvibilità degli affittuari non più in grado di sostenere i canoni di affitto stipulati. Compare il crescente popolo della “morosità incolpevole”. 
 
 
In Italia l'edilizia popolare non è più un'obiettivo del governo da molti decenni. L'intervento pubblico si limita al mantenimento di strutture edilizie obsolete e fatiscenti e dove queste sono occupate o abitate da inquilini morosi, l'abbandono è totale e il degrado abitativo si somma inevitabilmente a quello sociale e morale. Sul libero mercato, nel frattempo, si sono moltiplicate le abitazioni sfitte, le case vuote e disabitate. Secondo il quotidiano britannico Guardian, in un articolo pubblicato nel luglio di quest’anno, siamo al secondo posto in Europa per numero di case sfitte, due milioni e settecentomila almeno, secondi solo alla Spagna con 3,4 milioni di immobili inutilizzati. Una situazione scandalosa per l'opinione pubblica di una Europa dove oltre 4 milioni di cittadini dell'Unione ancora non hanno trovato un tetto sotto cui vivere. Le cifre attribuite al nostro Paese, si precisa, sono soltanto delle stime, ma ad ulteriore verifica sembrano però trovare conferma.  N.d.R.C.
 
 
 
Gente senza case e case senza gente
 
Un rapporto della Cgil del 2012 ha quantificato in due milioni le case sfitte nel nostro Paese. Un conteggio al ribasso. L'ultimo censimento dell'Istat, che risale al 2011, conta nel complesso 31,2 milioni di abitazioni: di queste, il 77,3% (oltre 24 milioni) è occupato da almeno una persona residente; mentre il restante 22,7%, poco più di 7 milioni di case, risultano non occupate o occupate da persone non residenti. Vanno quindi escluse le residenze di villeggiatura, pari a circa 3,5 milioni. Anche se quest'ultime risultano sempre meno utilizzate per gli elevati costi di mantenimento che comportano, pur continuando a costituire quella massa di "costruito" che cementifica il paese umilandone la bellezza originaria. N.d.R.C.
 
 
Sarebbero dunque 2,7 milioni le abitazioni effettivamente vuote, sebbene la stima dell'Istat sia precedente all'anno di svolta 2012, una specie di anno zero per la tassazione sul mattone oggetto di continue stangate, da quando si riscuote l'«odiata» Imu. È corretto perciò ritenere che ci sia stato un aumento di abitazioni sfitte proprio nell'ultimo triennio e che oggi queste dovrebbero aver raggiunto dai 3 ai 3,5 milioni di unità, intorno al 10% del totale esistente (34,5 milioni sono le abitazioni di proprietà di persone fisiche e di società nel data base dell'Agenzia delle entrate, fotografia aggiornata al 31 dicembre 2012).