indietro tutta


 

22 novembre 2015
 
Vocazione ecologica, Si  è un passo indietro rispetto a Sel
 
SI, Sinistra Italiana, sigla dei nuovi gruppi parlamentari che riuniscono deputati e senatori di Sel con altri come Fassina, D’Attorre, Gregori, Mineo usciti dal Pd, ed embrione di un futuro partito che dovrebbe raccogliere le membra sparse della sinistra italiana.
 
Il valore dell’eguaglianza resta il cardine indispensabile di un’identità di sinistra, ma deve continuamente nutrirsi dei bisogni e degli interessi del tempo presente. Per esempio oggi l’eguaglianza nelle sue diverse declinazioni — eguaglianza sociale, civile, intergenerazionale, geopolitica — è inseparabile da una forte vocazione ecologica: perché senza un investimento prioritario di risorse economiche, di formazione, di innovazione tecnologica nel miglioramento ambientale, la capacità competitiva e dunque occupazionale della nostra economia e il nostro stesso welfare sono destinati a sbriciolarsi, e rimane solo l’alternativa tra sviluppo insostenibile e decrescita infelice; perché più ancora del debito monetario, quello ecologico scarica sulle generazioni più giovani e su quelle future un costo pesantissimo e iniquo; perché i danni sociali portati dai cambiamenti climatici non sono “democratici”, ma colpiscono molto più violentemente i più poveri (basti pensare al fenomeno già oggi rilevantissimo dei profughi ambientali); perché infine la rapida costruzione di un modello energetico non più basato sui fossili, quasi un’incarnazione dell’odierna idea di guerra, è al tempo stesso la più realistica strategia pacifista e un’efficacissima “arma letale” contro l’economia del terrore basata sul petrolio che alimenta l’Is.
 
Questa consapevolezza scarseggia in generale nelle sinistre europee di tradizione socialista e comunista, “riformiste” o “radicali” che siano — il che almeno in parte ne spiega la crisi –, ed è quasi assente nelle forze di centrosinistra italiane eredi dei grandi partiti popolari del Novecento. Non ce n’è traccia nelle politiche del partito e del governo di Renzi. Ma non ce n’è nemmeno in molta sinistra “pre-renziana”, a cominciare da Fassina e D’Attorre, e ce n’era pochissima, al di là di qualche ritornello retorico su quanto sono belle le energie pulite e su quanto è terribile il dissesto idrogeologico, anche nei discorsi tenuti a Roma al Teatro Quirino dai promotori di Sinistra italiana. In questo senso, la nuova formazione segna addirittura un passo indietro rispetto a Sel, che mettendo la parola “ecologia” nel suo nome sembrava almeno avere capito che la questione ambientale è un tassello decisivo per “dire sinistra” oggi.
 
L’impressione è che per chi ha pensato Sinistra Italiana l’ambiente sia nella migliore delle ipotesi un “di più” da aggiungere nei programmi e nei discorsi per accontentare una fetta dell’elettorato di sinistra più sensibile al tema, nella peggiore un tema totalmente marginale in un’epoca come l’attuale dominata da drammatiche preoccupazioni materiali come il lavoro che manca o la povertà che cresce. L’ecologia politica è ciò che i Verdi europei e non solo loro hanno chiamato “green new deal”, cioè la convinzione che solo ponendo al centro delle politiche pubbliche la riconversione ecologica dell’economia si possa dare una prospettiva di sviluppo, di lavoro, di benessere all’Italia e all’Europa.
 
di Roberto Della Seta, da Sull’ecologia ‘Si’ è un passo indietro rispetto a Sel

 

 

Fonte: http://ilmanifesto.info/sullecologia-si-e-un-passo-indietro-rispetto-a-sel/