giullarate cultural-enogastronomiche


 
18 marzo 2015
 
Secondo le accuse del patròn del premio Grinzane Cavour, Corrado Augias prendeva in nero 10mila euro per ogni comparsata. Migliaia di euro anche a politici locali, compreso Chiamparino (20mila). E poi 20mila euro alla Sandrelli, a Giannini e a Placido. Smentite da tutti, ma querele ancora nessuna …
 
di Andrea Rossi su “La Stampa”- edizione Torino
 
L’ultimo tentativo di limitare i danni è raccolto in un documento scarno. Tre pagine di scuse, parziali ammissioni, cifre a volte precise a volte solo accennate, in risposta al procuratore generale Corsi che gli aveva chiesto di documentare le accuse. Giuliano Soria, l’ex patron del Grinzane Cavour condannato ieri in appello a 8 anni e 3 mesi, prova a spiegare. L’obiettivo di Corsi era ricostruire il percorso dei 700 mila euro di fondi neri creati attraverso le false fatture. Secondo Soria servivano a pagare attori, scrittori e politici. Chi? Quanto? Ecco quel che Corsi - che ha trasmesso quella deposizione alla procura, la quale ha aperto un fascicolo - voleva sapere.
 
Soria ribadisce: il nero serviva «per ottenere la presenza, a costi assai inferiori per il Grinzane, di artisti e personaggi famosi ai nostri eventi, nonché per alcuni finanziamenti od omaggi a personaggi politici che rivestivano per il Premio un ruolo di particolare importanza». Scende nei dettagli: «Augias ha fatto con noi una decina di manifestazioni e ogni volta ha incassato in maniera non ufficiale 10.000 euro, oltre alla completa ospitalità».
 

Poi: «Gli attori cui ho fatto riferimento richiedevano, a seconda dell’importanza, da 10.000 a 20.000 (Sandrelli, Giannini, Placido, Ferrari, Rampling) euro in nero oppure il doppio, oltre all’Iva, in forma ufficiale». È il turno dei politici: «In occasione di eventi elettorali abbiamo utilizzato una parte del nero a favore di Leo (25.000 euro), Vernetti (25.000 euro), Oliva (3000 euro), Alfieri (5.000 euro) e Chiamparino (20.000 euro)». Tutti negano.

 

 
Molti, già un mese fa, avevano annunciato querele, ma al momento nessuno sembra essere passato all’azione, tanto che l’altro giorno il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Maurizio Marrone, ne ha chiesto conto a Chiamparino.
 
Soria continua l’offensiva. Se la prende con chi ha minacciato di trascinarlo in tribunale: «Augias, Giannini e Placido avrebbero facilmente potuto smentirmi esibendo le fatture di quelli che hanno definito riduttivamente rimborsi spese». Se la prende anche con Bresso, «alla quale non ho mai erogato alcunché, né mai ho detto di averlo fatto. Il suo ritorno in termini di immagine derivava dal successo degli eventi e dal suo personale presenzialismo alle manifestazioni, cui partecipava spesso con il marito e con vari amici che richiedeva fossero invitati dal Grinzane».
 
Per il procuratore generale Corsi sono «piccole cattiverie». Di più, «dichiarazioni incomplete e insoddisfacenti. I conti non tornano. Che abbia pagato qualcuno è possibile, ma può avere gonfiato le cifre per farci dimenticare la provenienza del denaro». La procura si aspettava un resoconto dettagliato. Invece, mancano le prove dei versamenti.
 
Forse che i magistrati pensano di trovare le ricevute dei versamenti in nero? Non si trovano neppure nella contabilità dei dentisti o nei registratori di cassa dei bar. Soria è la mela marcia, ma nel cesto le altre sono sane? "Devono" essere sane, anche se erano compagne di merende sinoire. Forse non tutti sono interessati a conoscere le destinazioni del denaro. N.d.R:C:
 
 

Grinzane Cavour, 8 anni e 3 mesi a ex patron Soria per maltrattamenti e truffa

di Andrea Giambartolomei su Il Fatto Quotidiano
 
Il promotore del concorso letterario riconosciuto colpevole in Appello anche di violenza sessuale, peculato e malversazione. Dovrà anche pagare le spese legali delle parti civili. Quattro anni e tre mesi a suo fratello Angelo, ex dirigente della Regione Piemonte, e un anno e sette mesi al cuoco Bruno Libralon.
 
17 marzo 2015 
   
Dimezzate le condanne per il caso “Grinzane Cavour”. La Corte d’appello di Torino ha condannato il promotore del premio letterario Giuliano Soria a otto anni e tre mesi di reclusione per violenza sessuale, maltrattamenti, peculato, malversazione e truffa. Per il fratello Angelo, ex dirigente della Regione Piemonte, la pena è di quattro anni, tre mesi e quindici giorni per peculato e falso. Per il cuoco Bruno Libralon dell’ “Italian culinary institute for foreigners” un anno e sette mesi per peculato, truffa e false dichiarazioni fiscali.
 
In primo grado il 22 marzo 2013 le condanne erano state molto più alte: il professore aveva ottenuto una condanna a quattordici anni di reclusione, il fratello a sette e Libralon a due anni e dieci mesi. La riduzione è dovuta in gran parte alla prescrizione di alcuni episodi di truffa e malversazione, mentre i giudici della Prima sezione penale della Corte d’appello – presieduti da Elisidoro Rizzo – hanno assolto Giuliano Soria da alcune accuse di maltrattamento contro l’ex segretaria dell’associazione “Premio Grinzane Cavour” Laura Giudici. Soria – difeso dagli avvocati Aldo Mirate e Luca Gastini – dovrà pure pagare le spese legali delle parti civili.
 
Lo scandalo “Grinzane Cavour” è emerso nel 2009 dopo la denuncia del domestico di Giuliano Soria, il giovane mauriziano Hemrajsing Dabeedin detto “Nitish”. Il ragazzo registrò l’audio di uno dei tanti maltrattamenti subiti durante il lavoro, con episodi nei quali Soria si sfogava su di lui anche con insulti razzisti. Quella denuncia permise di scoperchiare un vaso di Pandora e far emergere non solo reati contro il domestico e altri collaboratori, ma anche reati contro la pubblica amministrazione.
 
Nelle sue dichiarazioni spontanee di metà febbraio Soria, di fronte alla mole di documenti e fatture, non ha potuto fare altro che ammettere e chiamare in causa molte altre persone, quelle che hanno approfittato dei fasti e delle regalie del Grinzane Cavour: politici, attori e scrittori che avrebbero ricevuto denaro in nero per partecipare o sostenere le iniziative. “Colpa collettiva”, aveva detto in aula. Dichiarazioni inutili, secondo il pg Vittorio Corsi che nelle repliche di stamattina ha affermato: “È venuto qui a fare la sua passeggiata. Ha ascoltato solo se stesso. Io ho provato fino all’ultimo ad avere precisazioni sulle date e sulle cifre (dei soldi dati ad attori e politici, ndr). Queste cose dette oggi valgono zero”.
 
 
Dai racconti del ragazzo ai pm della Procura di Torino vennero a galla anche degli episodi di violenza sessuale, che il professore ha negato fino all’ultimo momento. Anzi, secondo Soria Dabeedin era stato manovrato da altri e lo ha ribadito pure in una memoria di tre pagine consegnate al pg Corsi la scorsa settimana: “Mi preme ribadire che il mio pentimento per le sofferenze che ho inflitto a Nitish non è venuto meno per quanto sembra essere emerso in ordine alle sue frequentazioni con quel Franci (Roberto, ndr), la cui figura risulta ben descritta nella sentenza che i miei avvocati hanno rinvenuto e prodotto”.
 
In questa sentenza agli atti del processo d’appello Franci appare come l’organizzatore di feste durante le quali i partecipanti consumavano cocaina. Tra di loro ci sarebbe stato anche Nitish, stando a un testimone – lo chef Ugo Gastaldi – che i giudici della Corte d’appello non hanno voluto ascoltare. Sia Franci, sia il suo avvocato Kira Vittone, sia l’avvocato di Nitish Gianluca Vitale hanno respinto con fermezza queste accuse. Negli ultimi giorni Soria ha anche cercato di risarcire con altri diecimila euro Nitish: “Gesto di buona volontà – ha riconosciuto stamattina l’avvocato Vitale -, ma tardivo”.