morte da trattore


 
15 marzo 2015

 

Agricoltura industriale, grandi estensioni, grandi trattori, agricoltura famigliare e vecchi arnesi, una sola sequenza infinita di morti. Sono bollettini di guerra quelli che arrivano dal fronte dell’agribusiness. Intanto, con l’Expo di Milano ci apprestiamo ad insegnare al mondo come si coltiva e come si deve mangiare. La morte arriva sui grandi nuovi trattori e su quelli vecchi e arrugginiti, nelle grandi monoculture e sui piccoli appezzamenti dell’agricoltura famigliare e colpisce giovani contoterzisti e anziani rimasti soli a badare ai pochi ettari mantenuti a coltura. I caduti al fronte sono numeri di statistica, variabili di settore, danni collaterali. Slow food e Eataly salveranno il pianeta dalla fame, pesticidi e trattori continueranno ad ammazzare i coltivatori, e così sia.   N.d.R.C.
 
 

Infortuni: 14 lavoratori morti in cinque giorni

di Carlo Soricelli
 
Con le tre morti registrate oggi arriviamo allo spaventoso numero di quattordici lavoratori morti in cinque giorni (sperando che per oggi sia finita.)
Un altro agricoltore è morto schiacciato dal trattore in Sicilia. Un autotrasportare di ventidue anni è morto in Val Venosta, un lavoratore dei Servizi, raccolta differenziata è morto in provincia di Rimini. Gli agricoltori morti schiacciati dal trattore quest’anno sono già sono diventati dodici, più due con altri mezzi agricoli. E nulla fanno per occuparsi di queste tragedie i ministri competenti. Rivolgiamo loro un appello: Primo Ministro Renzi (faccia almeno un twitter o un selfie dicendo che si occuperà di queste tragedie. Ministro Poletti (si ricordi che è il Ministro del Lavoro e che viene dal mondo delle cooperative). Ministro Martina, le consigliamo meno tavole rotonde sull’EXPO e di immaginare in fila i 152 agricoltori morti schiacciati dal trattore nel 2014 e dei dodici già di quest’anno, e questo nonostante sia stato avvertito dell’imminente strage pochi giorni fa, come del resto l’anno scorso il 28 febbraio, come i suoi colleghi menzionati.
 
Abbiate un po’ di pietà per queste vittime, occupandovene. Non occupatevi solo di togliere i diritti dei lavoratori con il Jobs act, ma anche della vita e sicurezza di chi lavora, che forse vi sfuggirà sono correlate al precariato che avete istituzionalizzato. Noi il giorno dell’inaugurazione dell’EXPO, che ironia della sorte verrà inaugurato il 1° maggio, porteremo il lutto al braccio. Vi ricordiamo che anche quest’anno come l’anno scorso vi abbiamo mandato una mail avvertendovi dell’imminente strage di agricoltori schiacciati dal trattore che puntualmente sta ricominciando.
 
 

Morti bianche, a Brescia 42 vittime

Pubblicato il 2 gennaio 2015
 
Sono 42 le vittime di infortuni mortali sul lavoro nel bresciano nel corso del 2014, 660 lavoratori che hanno perso la vita In Italia. Se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere si superano i 1350 decessi. L’aumento delle morti bianche rispetto al 2013 è dell’12,5%.
Sono i dati rilevati confrontando quelli dell’Anmil di Brescia con quelli dell’Osservatorio Indipendente di Bologna che, per sei anni, ha monitorato la piaga delle morti bianche su tutto il territorio nazionale. Dall’ 1 gennaio, però, lo sportello guidato da Carlo Soricelli ha deciso di chiudere i battenti “per indifferenza”, si legge in una nota.
 
Durante questo lasso di tempo, l’Osservatorio bolognese ha registrato 4282 incidenti mortali sui luoghi di lavoro e oltre 9000 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere.
“Oltre 700 di queste vittime- spiega Soricelli- sono morte in modo atroce, schiacciate dai trattori che guidavano. E senza che si sia fatto concretamente niente, nonostante i continui appelli che l’Osservatorio ha fatto nel corso di questi anni alle Istituzioni locali e nazionali, ultimo il 28 febbraio scorso a Renzi, Poletti e Martina. E’ quindi incredibile che in questi anni si siano fatte leggi per “attenuare” la burocrazia sul lavoro in base a questi cali inesistenti”.
“I morti sul lavoro- prosegue la nota- non sono mai calati, e questo nonostante si siano persi per la crisi milioni di posti di lavoro. Le vittime si sono spostate da un lavoro che dispone di un’assicurazione vera a un altro che è in nero, partita iva individuale o precario. Registriamo tra l’altro un aumento dell’ 1,9 anche rispetto al 2008 e in tutti gli anni che seguono, a parte una riduzione dello 0,7 registrata nel 2011″. “Mi ero impegnato, dopo la tragedia della ThyssenKrupp-spiega Soricelli- a monitorare i morti sul lavoro, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma è stato un lavoro inutile, nonostante le centinaia di migliaia di visitatori del blog i morti sono addirittura aumentati”. 
 

 

 

Nel 2014 l’agricoltura con il 34,2 % del totale risulta anche quest’anno la categoria con più vittime. In questo comparto il 65,5 % sono morti in un modo drammatico: schiacciati dal trattore che guidavano. Gli agricoltori morti schiacciati dal trattore sono il 23% di tutti morti sui luoghi di lavoro. In edilizia i morti sui luoghi di lavoro sono il 19,8 % del totale, con le solite cadute dall’alto che provocano tantissime morti. Nell’industria il 9,1 %, l’8,18 % nell’autotrasporto. Poi ci sono tutti i lavoratori morti nei vari servizi alle imprese. Percentualmente le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, a parte l’agricoltura, dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono quest’anno il 10,1% sul totale e i romeni sono sempre i più numerosi. Le altre morti sono da ricercarsi nelle diverse attività, principalmente nel terziario.