gratta/checcari


 

La grattachecca è un alimento rinfrescante tipico e molto comune della città di Roma.
 
Molti babbani lo gradiscono durante le giornate estive e le calde serate romane.
 
È preparato con ghiaccio grattato a neve al quale vengono aggiunti uno o più sciroppi.
 

Deriva il suo nome dal verbo grattare e da checca, termine con il quale un tempo si identificava il grosso blocco di ghiaccio utilizzato per refrigerare gli alimenti quando ancora non esistevano i frigoriferi. 

 

 

Il Consiglio regionale non traslocherà nel grattacielo firmato da Fuksas
 
Lo spostamento, a giudizio di molti consiglieri, sarebbe anti-economico
 
Il contenzioso tra la regione e l’archistar Massimiliano Fuksas è ancora aperto ma intanto i lavori per la costruzione del grattacielo vanno avanti: realizzati 39 piani su 41
 
15/09/2014
 
MAURIZIO TROPEANO
 
TORINO
 
«Il Consiglio regionale non trasferirà i suoi uffici nella zona del grattacielo, non ci sono le condizioni economiche per farlo». È il punto di vista di tanti consiglieri del centrosinistra che danno per certa una decisione che l’ufficio di presidenza dell’Assemblea prenderà in settimana dopo il sopralluogo nell’area ex Fiat Avio previsto per mercoledì. Mauro Laus, presidente del Consiglio, interpellato rimanda la comunicazione ufficiale alla prossima decisione dell’Udp «dove i numeri in nostro possesso si aggiungeranno quelli forniti dalla giunta in modo da avere un quadro complessivo di informazioni».
 
I palazzi di proprietà
 
Tutto vero, naturalmente. Laus, però, omette di raccontare che nei ragionamenti con i suoi vice Nino Boeti e Daniela Ruffino e i segretari Alessandro Benvenuto, Gabriele Molinari e Angelo Motta è emerso un orientamento unitario che ha bocciato per motivi economici, ma anche di carattere politico, il trasloco. Nel secondo caso il trasferimento - nel padiglione b che sorgerà accanto al grattacielo e che dai progetti dovrebbe ospitare una zona congressuale - potrebbe mettere in gioco l’autonomia e l’indipendenza dell’assemblea legislativa dall’esecutivo guidato da Sergio Chiamparino. Ma, soprattutto, lo spostamento sarebbe anti-economico.
 
Evitare la svendita
 
In tempi di crisi, infatti, sarebbe difficile vendere gli immobili di proprietà soprattutto quelli acquistati di recente a prezzi di mercato lontani anni luce da quelli attuali. È il caso del palazzo di via Arsenale 14 che oggi ospita la sede dei gruppi regionali del centrosinistra acquistato nel 2007 per 9 milioni. E poi c’è all’angolo tra via Arsenale e via Alfieri il palazzo che ha ospitato l’ex banco di Sicilia, acquistato per 14 milioni e che aspetta ancora di essere ristrutturato. Difficile anche trovare acquirenti per i tre piani di proprietà del consiglio regionale di via san Francesco d’Assisi 35. E ancor più difficile potrebbe essere mettere sul mercato Palazzo Lascaris, per altro vincolato perchè «esempio significativo di dimora signorile della Torino barocca», come si legge nella presentazione sul sito ufficiale della regione. Che per altro perderebbe valore con l’abbandono dei palazzi di via Arsenale contribuendo così ad un ulteriore desertificazione di questo pezzo di centro.
 
I primi affitti disdetti
 
Laus ammette anche «che con la ristrutturazione delle sedi di nostra proprietà ci sarebbero spazi sufficienti per dare un adeguato posto di lavoro a chi è alle dipendenze del Consiglio regionale». Si tratta di circa 500 persone, tra dipendenti, consiglieri regionali e collaboratori dei gruppi regionali. E ci sarebbe spazi sufficienti anche per ospitare il Corecom (la locazione costa 100 mila euro l’anno), le Consulte (65 mila euro d’affitto) e gli uffici del difensore civico e quelle degli ex consiglieri (il contratto è già stato disdetto e si risparmieranno 270 mila euro l’anno). Ad ipotetici e difficili incassi si devono aggiungere i certi e sicuramente cari costi del trasloco. Da qui l’orientamento negativo espresso all’unanimità dall’ufficio di presidenza e poi rimbalzato come un boatos tra i consiglieri. Il presidente Laus, però, replica: «La decisione ufficiale sarà presa nella prima riunione dell’ufficio di presidenza dopo il sopralluogo».
 

 

 
Paolo Peveraro
 
 Nato nel luglio 1956 a Castel San Giovanni (PC), è sempre vissuto a Torino dove, dopo la maturità scientifica conseguita al Collegio San Giuseppe, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio laureandosi a pieni voti.
 
Diventa Segretario cittadino del Partito Liberale Italiano nel periodo in cui Valerio Zanone è Sindaco di Torino.
 
Per un lungo periodo interrompe il suo impegno politico per dedicarsi esclusivamente alla professione di Dottore Commercialista.
 
Nel 1997 il Sindaco Valentino Castellani gli chiede di diventare assessore del Comune di Torino. In quel mandato e nel successivo con Sergio Chiamparino ricopre la responsabilità relativa alle partecipazioni, al patrimonio, al bilancio, al personale, ai sistemi informativi, all’organizzazione ed al controllo di gestione.
 
Dal 2006 è Vicepresidente della Giunta regionale presieduta da Mercedes Bresso con deleghe al bilancio e finanze, artigianato, cooperazione, patrimonio ed edilizia sanitaria, personale e organizzazione, controllo di gestione e attività estrattive.
 
Dal 2000 è professore a contratto all’Università di Torino facoltà di Economia e Commercio.
 
Nel corso del suo mandato in Piazza Castello ha attuato un progetto di riorganizzazione della macchina regionale che si è tradotto in un notevole ridimensionamento delle direzioni e dei settori con una conseguente riduzione dei costi per le casse regionali.
 
Ha seguito la fase di progettazione e la gara di aggiudicazione dei lavori del Palazzo della Regione che verrà realizzato con una forma di finanziamento innovativa (il leasing in costruendo) in grado di consentire notevoli risparmi.
 
fonte: notizie in rete 
 
 
 
Fuksas, un grattacielo emozionante
 
23-11-2007
 
"Non sono del partito di chi ce l'ha più lungo, ma di chi trasmette più emozioni".
 
Così ha dichiarato in merito alle discussioni sull'altezza dei grattacieli a Torino, l'architetto Massimiliano Fuksas, lo scorso 22 novembre a Palazzo Civico. Intervenuto alla Commissione Urbanistica del Consiglio comunale, presieduta da Piera Levi-Montalcini, l'architetto romano di origine lituana ha illustrato il suo progetto per la realizzazione del grattacielo della Regione Piemonte nell'area ex Fiat Avio. Alla presenza di numerosi Consiglieri, dell'assessore comunale all'urbanistica Mario Viano e di un folto gruppo di giornalisti e fotografi. Hanno partecipato all'incontro anche i suoi più stretti collaboratori, tra i quali Adele Savino e la moglie Doriana Mandrelli, mentre per la committenza era presente il vicepresidente della Giunta regionale, Paolo Peveraro.
 
Il nuovo edificio riunirà in un'unica sede 14 assessorati e 27 uffici della Regione Piemonte, oltre alla Giunta e, probabilmente, al Consiglio regionali, per un totale di circa 2.300 persone. La particolarità costruttiva del grattacielo però permette di poterne ospitare, se necessario, fino a 3.000, in uffici accoglienti, ognuno con un'altezza di tre metri. Il progetto di unificare gli uffici era già stato approvato dall'amministrazione regionale nel 2002, ma allora si era deciso di trasferire solamente 7 assessorati e di realizzare l'opera nell'area ex Materferro.
 
L'attuale amministrazione ha invece optato per l'area ex Fiat Avio, che, a differenza dell'ex Materferro, è di proprietà regionale ed è inoltre facilmente raggiungibile dai mezzi di trasporto. Infatti, nella zona verrà prossimamente collocata una fermata della metropolitana, mentre sono già vicinissime l'arrivo della tangenziale e la stazione ferroviaria Lingotto.
 
Il vicepresidente Peveraro ha affermato che, con la nuova struttura, la Regione potrà risparmiare 13 milioni di euro all'anno di affitti e potrà valutare la cessione di quattro edifici di proprietà, che verrebbero liberati. Calcolando i costi annui del leasing e paragonandoli alle attuali spese per gli affitti regionali, Peveraro ha affermato che ci sarà un rientro dell'investimento entro 15 anni. Oltre a un notevole risparmio in termini di spostamento dei dipendenti e a una migliore sinergia tra gli uffici.
 
La costruzione del grattacielo comporterà la riqualificazione di una vasta area, di proprietà regionale e delle ferrovie, che si estende per 317.000 metri quadrati, nei pressi dell'Oval Lingotto. Circa metà della superficie (140.000 metri quadrati) sarà destinata al verde e agli spazi pubblici. In particolare, al piano terreno sorgerà un asilo nido per gli abitanti del quartiere, mentre all'ultimo piano, il quarantasettesimo, troverà spazio quello che Fuksas chiama il "piccolo bosco delle querce". Accessibile a tutti tramite due ascensori panoramici, che permetteranno di godere la vista della città dall'alto (in tutta la struttura saranno in funzione altri 16 ascensori).
 
Altri spazi verdi si intervalleranno a piani differenti, per offrire uno spazio ricreativo ai dipendenti. Nel palazzo verrà ospitata anche una biblioteca civica.
 
Nel progetto di Fuksas, l'altezza del grattacielo è di 200 metri, ai quali si aggiungono 20 metri per proteggere il palazzo dal vento, mentre la base misura circa 48 metri per 45 metri. "Sarà una struttura profondamente leggera" - ha dichiarato Fuksas - "E' il rapporto di proporzioni la cosa importante, non l'altezza. La contrapposizione tra "torristi" e "anti-torristi" è una guerra di religione inutile".
 
Tutti i rivestimenti esterni saranno trasparenti, formati da pannelli "super white", che permetteranno da fuori la visione dell'interno dell'edificio. A Porta Palazzo, nel cosiddetto "Pala Fuksas", l'architetto aveva invece optato per pannelli in vetro verde scuro, verde chiaro e bianco per permettere al mondo esterno, alle persone in primo luogo, di specchiarsi, di essere rappresentate nella struttura.
 
La facciata del grattacielo esposta a sud sarà inoltre dotata di moduli fotovoltaici semi-trasparenti di silicio amorfo. Collettori solari produrranno acqua calda sanitaria, mentre l'acqua della falda acquifera verrà utilizzata (ma non consumata) sia d'inverno che d'estate, per risparmiare sui costi energetici. Il condizionamento sarà affidato a pannelli radianti nei contro-soffitti e ogni piano sarà dotato di contenitori per la raccolta differenziata. Sarà dunque un edificio all'avanguardia per quanto riguarda la qualità ambientale. Il consumo stimato di energia termica è di 15,9 kW/mq all'anno (di norma, è di 35 kW/mq) mentre il consumo specifico di energia frigorifera è di 33,6 kW/mq annuo, contro i 66 kW/mq di un edificio con un standard di qualità già elevato. Tutto il progetto è in attesa di certificazione secondo il protocollo "Itaca", il sistema per la valutazione della qualità energetica e ambientale di un edificio.
 
Nella zona dovranno essere realizzate anche altre costruzioni, che l'architetto Fuksas ha dichiarato però di non voler progettare. "Tutti gli edifici non devono essere progettati da un solo architetto." - ha dichiarato - "Ma da architetti torinesi, piemontesi, giovani e non, che abbiano voglia di fare". E ha concluso sognando una riqualificazione di via Nizza, che la trasformi in un elegante boulevard, ricco di alberi.
 
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione del grattacielo, l'assessore Viano ha comunicato che, su iniziativa della proprietà, è già stata avviata una conferenza dei servizi, in vista della definizione di un accordo di programma. Per costruire le fondamenta, Fuksas ha calcolato che dovrebbero essere necessari 8-10 mesi, mentre la costruzione di ognuno dei 47 piani occuperà una settimana di lavoro.
 
Sono intervenuti al dibattito in Commissione Urbanistica la presidente Piera Levi-Montalcini e i consiglieri comunali Domenico Gallo, Vincenzo Cugusi, Monica Cerutti, Luca Cassano, Roberto Ravello, Giuseppe Lonero, Stefano Lo Russo, Andrea Giorgis, Giuliana Tedesco e Marco Grimaldi.
 
Nella foto, l'architetto davanti al modello in scala del grattacielo, insieme al vicepresidente Peveraro (a destra)
 
M.Q.