canzoni da crisi


 

Tira un aria di crisi, una crisi cattiva, tutt’altro che ciclica, semmai avvolta a spirale, una spirale che trascina in basso prima le parti più fragili della società, poi, a seguire, tutte le altre. La componente giovane di questa società in crisi dovrebbe essere la più reattiva, è quella che pagherà il prezzo più alto e che dovrebbe detenere anagraficamente quell’energia vitale che consente di uscire a forza dall'incubo della spirale. 
 
Ne ascoltiamo una voce, quella di Vasco Brondi, un autore atipico, un cantautore post-punk che parla del suburbanismo del nuovo millennio, della provincia meccanica, dei posti dove viviamo, delle persone e dei loro ruoli. I suoi testi hanno dato voce, un po’ mesta e arrabbiata, alla generazione degli anni zero, quella che dice di aver sentito sulla pelle il crollo degli ideali dei padri e di voler cambiare la condanna alla solitudine e al fallimento: “E cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?”. 
 
Più che il crollo degli ideali dei padri, questa generazione sembra esprimere il crollo delle illusioni dei figli, la caduta di quelle chimere che erano state fatte danzare davanti ai loro occhi nei favolosi anni 1980 e ’90, e ancora nel decennio a seguire, quando le discoteche sono diventate il luogo di aggregazione dei giovani al posto delle assemblee nelle fabbriche e nelle scuole occupate, che avevano quantomeno provato a rallentare la corsa del mercato verso il delirio della crisi e del debito generalizzato, denunciando il dominio dello spettacolo sul reale. La speranza è che questa generazione “disinnescata dagli artificieri”, trovi un suo nuovo innesco non nel fuoco di una rinata fenice meretrice, impestato dall’odore greve dei cassonetti in fiamme, ma in un fuoco che abbia un buon odore di legna, davanti al quale ripensare con gioia, forza e generosità un futuro decente per tutti.
 
N.d.R.C.
 
 

 

video I Le luci della centrale elettrica - La lotta armata al bar
 
“La lotta armata al bar”, Canzoni da spiaggia deturpata – Le luci della centrale elettrica (2007) Videoclip
 
Terzo video ufficiale tratto da "Canzoni da spiaggia deturpata" (LTD-019/2008).
Le luci della centrale elettrica è Vasco Brondi. Disegni e animazione di Michele Bernardi, montaggio di Davide Toffolo.
 
Vasco Brondi è un cantautore italiano. Le luci della centrale elettrica è il nome del suo progetto artistico-musicale, che vede la luce nel 2007 con un demo autoprodotto dal titolo omonimo e che in breve si diffonde nel circuito indie rock. Oggi è corteggiato dai media e forse ammesso al mainstream, primi posti in classifica e raffiche di passaggi radio e tv, accostando il suo nome in manifesto a quello di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, di cui aprirà le date del prossimo tour di concerti.

 

 

E che le canzoni si difendano da sole ...
 
La lotta armata al bar
 
i cassonetti in fiamme fanno un odore strano
i nostri discorsi seri di ieri intercettati dai finanzieri
gli spacciatori tunisini affittano camere di alberghi vicini alle stazioni
noi siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini
 
facevi risorgere i binari morti e ricucivi i polsi a tutti
facevi risorgere i binari morti per portarci al discount a fare acquisti
e il problema ripetevi è che sono stati asfaltati i prati e non i preti
 
guardando i muratori che camminano sui tetti fare ancora i nostri imbarazzanti progetti con i pianeti che ci precipitano in cucina e ci disfano i letti i letti matrimoniali in cui dormiamo da soli come cani investiti come i bambini mangiati dai democristiani
 
facevi risorgere i binari morti e ricucivi i polsi a tutti
facevi risorgere i binari morti per portarci al discount a fare acquisti
andiamo far la spesa là la lotta armata al bar la lotta armata al bar
 
gli addetti alla fabbricazione del buon umore sono in cassa integrazione le tue tanto attese mestruazioni e le rivoluzioni e gli interessamenti per le persone più fatiscenti che incontri mentre crollavano i poster
 
e tu davi da bere a tutti i cani di piazza verdi con i tuoi pianti e gli esaurimenti le telefonate inconcludenti e i nostri voti scarsi rifacciamo le tette ai nostri progetti scadenti restaurando quei momenti quando ci lacrimavano addosso anche i soffitti
e tu correvi su chilometri di scontrini ma non mi raggiungevi
 
e cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?
delle nostre giornate che sono state ristrutturate
di tutti gli altri libertini che sono stati biodegradati
di quando sono arrivati gli artificieri e ci hanno disinnescati e si fermavano i tram per deridermi
e si fermavano i tram per deridermi
 
i cassonetti in fiamme fanno un odore strano
i nostri discorsi seri di ieri intercettati dai finanzieri
gli spacciatori tunisini affittano camere di alberghi vicini alle stazioni
noi siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini
 
www.latempesta.org